Non giudicarmi male, mi piace farmi sculacciare

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Non giudicarmi male, prima di dare un giudizio leggi la mia storia….. ho cercato di romanzarla un po ma è la verita…

Chiara stava tremando, un po’ per l’essere senza sotto del pigiama e un po’ perchè sapeva di averla fatta davvero grossa.
Il padre le aveva detto di attenderlo in stanza già dieci minuti fa, quell’attesa la faceva impazzire. Non veniva sculacciata da tanti anni ma ricordava perfettamente quanto potesse essere pesante la mano del padre. Ci siamo, la maniglia si abbassò di colpo, il padre si romboccò le maniche della camicia e senza dire una parola la prese per un braccio mettendosela sulle ginocchie con il sedere ben esposto. Iniziò a colpire con la mano aperta non troppo forte, erano delle sculacciate che dovevano accompagnare la sua lunga predica e quindo tali da acconsentire che la piccola Chiara non iniziasse a contorcersi.
-Mi hai davvero deluso signorina-
-lo so papà..ahi-
-uscire di nascosto con un ragazzo vestita in quel modo! Ma non ti vergogni-
Chiara mormorò delle scuse.
-Ma guardati! A 18 anni ancora sulle ginocchia di papà a farti sculacciare-
Lui sapeva bene dove andare a parare, la piccola già piangeva per l’umiliazione. Dopo una decina di colpi le abbassò le soffici, mutandine rosa e tutta la forza di Chiara non bastò per impedirglelo. Sapeva che adesso si faceva sul serio! I colpi erano sempre più forti, 10 sulla natica a destra, 10 a sinistra, sulle cosce e in alto…il povero culo di Chiara era davvero paonazzo quasi quanto il suo viso.
200-250 o 270? Ormai la poverina aveva perso il conto e il viso era inondato di lacrime.
AHI..TI PRE..AHIIIII…PAPÀ…TI PREGO..NON SUCC..NON SUCCEDERÀ PIÙ….TI PREGO FARÒ LÀ..BRAVA..AHII
Ad un tratto i colpi cessarono, il sedere era bordeaux e bollente.
La ragazza fu fatta alzare e messa faccia a muro, Chiara non era del tutto convinta del fatto che fosse finita ed infatti un quarto d’ora dopo, il padre ritornò con in mano la racchetta da ping pong.
-Appoggiati sulla scrivania, inarca bene la schiena e divarica le gambe. Sono 50 colpi, dovrai contarli. Basta un solo lamento o un solo errore che ricomincio-
Non sentendo nessuna risposta le diede altri dieci sculaccioni in fila.
-si papà-
Il primo arrivò secco, senza preavviso. Chiara piegò le gambe e disse con voce tremante -Uno-
La cosa andò avanti fino alla quindicesima dove si lascio scappare un “cazzo”.
Gliene arrivarono quindicici di fila e poi fu costretta a ricominciare da capo.
Quando ebbe finito aveva il sedere cosparso di lividi viola, fece per alzare le mutandine ma il padre la fermò indicandole l’angolo della stanza.
Chiara nemmeno si era accorta della presenza della poltroncina in paglia che in genere tenevano in veranda, rabbrividì d’istinto.
-siediti- il tono adesso era più pacato.
Chiara si sedette un po’ titubante, il fastidio che provava era enorme. Il padre mise una penna in mezzo alle ginocchia “stai qui composta per venti minuti, se fai cadere la penna rimani per 40 minuti.
Con molta fatica riuscì a resistere anche se però non potè evitare un gran sorriso alla vista del vassoio che suo padre portò in stanza. Si ricompose e mangiarono insieme latte e biscotti come non facevano da tempo, guardando il loro film preferito.

E questa fu la prima di una lunga seria che Chiara (cioè io) combinò. Alla prossima



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