La pioggia che piace a Chiara

Il sabato dopo ero ancora lì con loro. Fui io a spogliarli uno alla volta e quando rimasero in slip li accarezzai e a lungo prima di tiraglielo fuori. Mentre lo facevo mi accarezzavano e mi spogliavano e una volta nuda mi baciarono e mi leccavano dappertutto: la bocca, il collo, i seni…fino giù fra le gambe.

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Mi aprivano le natiche a turno ed infilavano la lingua nel mio sedere. Godevo davvero!! Poi gli abbassai gli slip; il cazzo usciva come se non ne potesse più di essere prigioniero e cominciando dal loro petto con la bocca scendevo lungo la pancia e poi… con la lingua cominciavo a leccarli fra le cosce risalendo verso le palle, per poi dare piccoli baci sulla punta ancora coperta dalla pelle. Prima erano loro che mi facevano godere leccandomi la mia fessura fino a farmi gemere e e tremare. Poi io a loro leccando toccando e succhiando il cazzo e le palle. Ci scambiavamo spesso di posto per prolungare il rapporto, ma poi loro arrivavamo a un punto che ne potevano più ! Il primo che volle venire mi fece sedere sul divano poi si mise a cavalcioni su di me mettendomi il cazzo vicino alla faccia “prendilo in mano piccola e tira fuori la lingua”. Avevo la sua enorme pancia davanti agli occhi , alzai lo sgardo e vidi che mi guardava.
“voglio vedere quando ti schizzo in bocca!! dai con la mano!! appoggiati la cappella alla lingua”
Lo presi in mano e lo guardai da vicino, era enorme ! Andavo su è giù con la mano coprendo e scoprendo la punta dalla pelle. Mentre lo facevo lui mi guardava e mi mise in imbarazzo “dai bella guarda come godo !! guardami in faccia” capii che gli piaceve guardare quello che facevo. Era durissimo, e mi accorsi che stava per schizzare, l’appoggiai alla lingua. ” dai dai dai!!! che ti voglio inondare di sborra!!! dai che vengo” Mentre con la mano lo muovevo con la lingua leccavo la punta. ” tira fuori la lingua che sborroooo!!! ” Iniziarono gli schizzi che mi inondarono la bocca, le labbra , la mano, poi lui con un movimento improvviso me lo mise in bocca e finì di schizzarmi in bocca. Tutto colava lungo il mio mento fino sulle tette. Il sapore che avevo in bocca era un sapore di “uomo” che iniziava a piacermi. Ma soprattutto il calore del liquido che micolava dalla bocca mi eccitava. Appena lui si sposto l’altro mi sdraiò con forza sul divano si mise a cavallo su di me e cominciò a massaggiarsi il cazzo e le palle fra le tette acora inondate dal suo amico, poi si spinse in avanti e mi disse” ora lecca tutto!! senti come sono calde le mie palle” Prigioniera sotto di lui non potei fare altro che subire la sua voglia. Mi teneva ferma la testa mentre mi passava le palle e il cazzo bagnato sulla faccia ” lecca lecca !! lecca tutto! tira fuori la lingua, LA LINGUA HO DETTO!!” Ubbidii e leccai, leccavo tutto quello che mi passava sopra la bocca, e lui non i stancava!! poi di nuovo fra le tette, con forza e una brutalità che mi fece un poco paura; con le mie mani mi fece stringere i seni. Poi mi prese dietro la nuca con una mano e mi alzo la testa per costringermi a guardare il suo cazzo che andava indietro e avanti fino a sbattermi sulle labbra. “ti voglio sborrare in faccia!!! e poi farti leccare tutto il cazzo !!” Ero prigioniera della sua forza ma lidea di vederlo schizzare così da vicino mi eccitava.
” Sto per sborrare!! Vidi il suo cazzo indurirsi e poi gli schizzi mi inondarono le labbra, il naso, il mento. Me lo mise di forza in bocca continuò ada ndare su e giù mentre sentivo che ancora usciva del liquido caldo a schizzi. Non si fermò fino a che la sua eccitazione non finì.
Ero coperta di sperma dalla fronte alla pancia e fu davvero complicato tornare a casa in maniera presentabile, ma per fortuna i miei erano fuori per commissioni.
A casa pensai su questa faccenda. Sapevo che era una cosa sbagliata per la mia età ed anche pericolosa. Ma mi piaceva e non riuscivo a pensare ad altro che a quello che facevo con quei due uomini.
Ancora adesso ripenso a loro con un misto di vergogna e di piacere ma il fatto che vi posso raccontare quello che è successo vuol dire che poi tanti traumi non è che mi sono rimasti.


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